Murtas, la spiaggia gioiello.

Visto che la stagione estiva è già partita, ci piacerebbe consigliarvi una spiaggia “diversa”, non nota a tutti: la spiaggia di Murtas. Meno conosciuta rispetto alle spiagge di Costa Rei e Villasimius, questa meraviglia della natura merita sicuramente una visita; questo spiaggione, costituito da sabbia e piccolissimi ciottoli bianchi, lungo quasi 6 km, è l’unico tratto di costa orientale rimasto ancora selvaggio, partendo da Villasimius fino ad arrivare ad Arbatax. Infatti, grazie alla presenza di una base militare (o “purtroppo”, a seconda dei punti di vista) in questo tratto di Sardegna, la speculazione edilizia non è riuscita ad avere la meglio e, a parte qualche recinzione e qualche piccolo caseggiato insignificante, si può godere di una vista sulla natura che davvero non ha eguali. Il mare è di un azzurro trasparente che toglie il fiato, specialmente al mattino, quando la giusta inclinazione dei raggi solari riesce a creare un effetto cromatico sul mare da lasciare senza parole.

Raggiungere questa spiaggia è molto semplice: una volta sulla strada statale SS125 BIS, superati gli svincoli per i tre paesi del Sarrabus (Muravera-Villaputzu, San Vito), si prosegue dritti fino al successivo svincolo, quello per “Murtas”. Si prende la vecchia strada statale SS125 e si prosegue fino al piccolissimo villaggio di Quirra. Qui, di fronte al bar, prendete la stradina sulla destra e proseguite seguendo le indicazioni sui cartelli in legno: troverete la prima segnalazione sulla destra per la spiaggia di “Padru“; se invece proseguite sulla sinistra troverete l’indicazione sulla destra per la spiaggia di “Sa iba Manna” e, infine, se invece continuate diritti arriverete alla spiaggia di “Torre Murtas“. In realtà, quelle che vi abbiamo descritto non sono altro che le spiagge più note in cui la località di Murtas è divisa. Ognuna di questa è dotata di parcheggio ma, attenzione, si tratta di spiagge senza chioschi o punti di ristoro, quindi sarebbe meglio attrezzarsi di cibi, bevande e ombrelloni prima di partire. Potrebbe anche succedere che il Comune di Villaputzu (su cui ricade la giurisdizione della spiaggia), applichi la richiesta di pagamento di un ticket per il parcheggio, normalmente di 3 euro per l’intera giornata. Un’ultima nota informativa, la spiaggia è aperta dal 1° giugno al 30 settembre.

Speriamo di avervi dato le informazioni giuste per suscitare la vostra curiosità. Se amate la Sardegna selvaggia, non potete perdervi quest’appuntamento con la natura: buona visione e buon bagno!

Tra viuzze in ciottolato, noterete subito che queste case immerse nei boschi assomigliano più a quelle che potreste trovare nelle montagne della penisola, piuttosto che a quelle tipiche del paesaggio sardo. Il motivo è molto semplice. Infatti, a partire dalla seconda metà dell’ottocento, questo piccolo villaggio è stato scelto come luogo di villeggiatura di alcune famiglie della borghesia cagliaritana. In realtà, il borgo ha origini nel periodo romano, per essere poi stato successivamente abbandonato e ricostruito dai monaci Basiliani intorno al 1200. Nuovamente abbandonato nel periodo medievale, fu successivamente abitato, fino al periodo più roseo che questo centro conobbe, quando i cagliaritani ricchi decisero di costruirvi le proprie residenze estive.

Il borgo si apre con una bella piazza che ospita l’omonima chiesa campestre, edificata nella prima metà del XX secolo e che si sovrappone ad un impianto ben più antico, probabilmente medievale. Si possono notare anche i resti di quello che probabilmente era un lavatoio, una classica casa cantoniera col suo color rosso mattone, oltre una serie di edifici architettonici molto interessanti.

Vi ricordiamo, che se vi piacciono le passeggiate, il parco naturale dei Sette Fratelli, con i suoi sentieri tracciati, si trova vicinissimo e che se volete mangiare qualcosa di veramente speciale potete fermarvi al bar trattoria “Su passu”, dove vi abbiamo consigliato di parcheggiare l’auto per intenderci. Se decideste di gustare qualche pietanza di questa trattoria, vi suggeriamo i “chiusoni” (particolari gnocchi freschi di semola) conditi con sugo di cinghiale e zafferano e le buonissime bistecche di manzo locale cotte alla griglia. Certamente non mancano gli antipasti e i contorni e avrete la possibilità di accompagnare il tutto con un classico vino rosso corposo, ovviamente anch’esso del posto.

Non ci resta che augurarvi una buona passeggiata!

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Il bed and breakfast Martina, a San Vito (Cagliari), è stato ricavato in una tipica casa sarda del 1800.