Breakfast, "Pistoccu", un pane di San Vito

Il Cannonau è sicuramente il simbolo dei vini rossi di Sardegna. Questo antico uvaggio, che si credeva erroneamente proveniente dalla Spagna, è in realtà di origine autoctona ed è più antico di quanto si possa immaginare. Infatti, nel corso di una campagna di scavi condotta nel 2002 a Borore, nel sito archeologico di Duos Nuraghe, sono stati rinvenuti dei semi (i vinaccioli) databili al 1200 a.c., ossia a 3200 anni fa! Ma vediamo un pò quali sono le caratteristiche di questo magnifico vino. Il Cannonau ha colore rosso rubino che, con l’invecchiamento, tende ad avere riflessi color granato o arancione. Il profumo è fresco, speziato, maturo e con sentori fruttati (soprattutto di frutti del sottobosco e di prugne); si possono anche percepire sentori eterei tendenti al resinato, oppure sfumature floreali che richiamano principalmente alla rosa passita. Il sapore è ricco, caldo, morbido e pieno; lascia inoltre un piacevole retrogusto leggermente amarognolo e tannico. ll Cannonau va servito a temperature comprese fra 16 e 18°C. ed è il miglior abbinamento per i piatti tipici della cucina sarda, come il maialino arrosto (su porceddu) e i formaggi ovini e caprini, specie se stagionati.

Ma l’aspetto che più sorprende di questo vino e che forse in pochi conoscono è che il Cannonau “allunga la vita”! Si, avete letto bene. Infatti, secondo dottor Mehmet Oz, il chirurgo più famoso d’America, questo vitigno contiene procyanidinis, un potente antiossidante con benefici vascolari da 5 a 10 volte in più delle altre varietà.

Se venite al Bed&Breakfast Martina, chiedeteci pure di farvi assaggiare questa delizia. Saremo lieti di potervi far degustare un vino ottenuto con uve biologiche certificate e, udite udite, senza solfiti! Davvero? Provare per credere!Un elemento essenziale della colazione servita nei nostri B&B a San Vito è il pane di tipo “pistoccu“. Se non avete mai sentito questo nome, non preoccupatevi, perché è venuto il momento di conoscere meglio questo prodotto. Si tratta di un pane dalla forma rotondeggiante e dallo spessore sottile, ottenuto mediante doppia cottura di un impasto a base di farina di grano duro (esclusivamente sardo), acqua, sale, lievito di birra e lievito madre.

In realtà questo è un pane originario dell’Ogliastra, ma la famiglia Alba, panificatori di San Vito, hanno avuto la fortuna di averne in dono la ricetta da una famiglia amica di Osini alla fine degli anni ’70 e da allora non hanno mai smesso di produrlo. Il fatto che questo pane sia secco è dovuto al procedimento della doppia cottura a cui viene sottoposto ed ha delle ragioni di tipo pratico; infatti, era il pane che si portavano dietro i pastori, i quali si recavano nei propri ovili (alcuni dei quali erano veramente distanti dai centri abitati) e vi restavano per lunghi periodi per accudire le greggi senza fare rientro nei villaggi. È chiaro che un pane del genere aveva la possibilità di essere consumato anche a distanza di tempo senza doversi preoccupare di doverlo conservare in maniera particolare.

Oggi il “pistoccu” ha una parte predominante nelle colazioni che prepariamo agli ospiti: viene servito con uno strato di ricotta caprina fresca e miele, oppure con alcuni tipi di formaggio freschi. Ma Lanfranco Alba ci ha stupito quando ci ha detto che “su pistoccu” in realtà può accompagnare molte altre ricette che noi non conoscevamo, come ad esempio la pasta al forno (dove sostituisce le sfoglie di pasta) o, addirittura inserito nel tiramisù, dove riesce a conferirgli una sorta di “leggerezza”. In realtà le ricette sono tante e Lanfranco sembra quasi una enciclopedia mentre le elenca ad una ad una.

In realtà anche a noi ci è venuta voglia di sperimentare nuovi usi per il “pistoccu” e sicuramente non mancheremo, assieme ai nostri ospiti, all’inaugurazione del nuovo punto vendita “Antica Panetteria di Alba” (www.pistoccudisanvito.it), a due passi dal nostro B&B, questo sabato alle ore 18,00.

Scusate, ora vi lascio che mi è venuto un languorino

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Il bed and breakfast Martina, a San Vito (Cagliari), è stato ricavato in una tipica casa sarda del 1800.